La vera marcia in più delle Nice Company.
Alla ricerca della felicità non è solo il titolo del fortunato film di Gabriele Muccino ma un obiettivo da perseguire anche in tempi di crisi. Un benessere fisico , mentale ed soprattutto “organizzativo”. È da questo semplice assunto che è nata l’idea del libro “Wellness organizzativo. Benessere e capitale umano nella Nice Company” di Walter Passerini e Marco Rotondi.Dopo il primo capitolo, che inserisce il tema della necessità di nuova impresa nel contesto della crisi e del post-crisi, evocando e ricostruendo, per esempio, la necessità di passare dalla religione del Pil alla costruzione di un Pil del benessere e della felicità, il libro affronta alcune significative esperienze – che vengono definite come Nice company – che si sono poste il problema di costruire nuove e più efficaci strategie di vita e di relazione tra persone e con l’ambiente. Le imprese e i loro manager oggi sono “nell’occhio del ciclone. Mors tua vita mea è lo slogan della concorrenza.”
È questo il clima in cui si lavora. È ormai evidente a tutti che per uscire dalla crisi bisogna attivare nuovi paradigmi, nuovi modi di agire nelle imprese e con le imprese. La soluzione? La Nice Company. Un’azienda dove si ha il piacere di lavorare in squadra, dove vige la condivisione. Un’azienda attraente per le risorse umane e per tutti gli altri soggetti economici e istituzionali.
Questa è l’impresa del futuro: più profittevole da un punto di vista umano e di reddito. La Nice Company non ha come unico valore quello del profitto, ma crede nella sostenibilità, in cui tutti abbiano un ruolo. Come afferma nel testo Passerini “la Nice Company partecipa alla creazione di conscience funds, di reti di fondi etici, che fanno crescere un’altra economia dentro l’economia e la finanza tradizionali. Il tratto distintivo di questo nuovo modello di impresa e della niceness è quello di credere nelle persone e di lavorare per il comune benessere. ”
In questo contesto si inserisce pienamente il discorso sul “Wellness organizzativo”. Con questo termine, gli autori intendono promuovere un nuovo modello di gestione delle organizzazioni, basato sulla massima valorizzazione, soddisfazione ed energia dei dipendenti. Come fare a creare un ambiente psico-fisico. relazionale tale da produrre soddisfazione nelle persone che lavorano e che cercano di fare business?
L’azienda – come si evince dall’analisi fatta da Marco Rotondi, presidente IEN (Istituto Europeo Neurosistemica) e presidente Med I Care (Consorzio per lo sviluppo etico – manageriale della Sanità) – deve creare un’esperienza multidimensionale di benessere sul lavoro per i propri dipendenti attraverso un’attenzione costante sui diversi piani (psicologico, fisico, organizzativo, relazionale) cui si svolge l’esperienza lavorativa e realizzare tutto un insieme di attività strutturate e progetti aziendali che coprano i principali domini della percezione di soddisfazione e felicità dei dipendenti come ad esempio: work learning place, leadership, welfare aziendale e work life balance. Gli autori passano poi in rassegna una serie di casi concreti ed esperienze significative in BMW, Ikea, Ibm e Martini & Rossi, passando da una PMI, la Robur, fino a Luxottica, che rappresenta il simbolo delle nuove politiche di welfare aziendale e di coinvolgimento dei collaboratori.
Tutte queste aziende si impegnano verso il continuo sviluppo e miglioramento, cercando di diffondere modelli organizzativi aziendali di successo, all’interno dei quali le persone possono essere più felici. Così come recita la filosofia Ikea “È necessario avere un sogno per creare un’idea commerciale di successo. Avere persone per trasformare il sogno in realtà”. Infine, vengono citati alcuni orizzonti del futuro, guardando alla storia e al passato, con le esperienze di Adriano Olivetti e del gruppo Semco.
MICHELA MASTRODONATO





Perché oggi si fa formazione in azienda anche con i giochi, i role playing, le simulazioni e gli altri esperienziali? Per esplicitare dinamiche e stimolare consapevolezze sul perché di certi comportamenti. Per rafforzare una trattazione teorica su argomenti come la comunicazione efficace nei gruppi di lavoro, l’analisi delle dinamiche con il potere, la leadership e la followership, la gestione dei conflitti, sempre più in aumento negli ambienti di lavoro. Ma anche per affrontare le diversità di pensiero e dei comportamenti e tutto ciò che accade dentro un team e che potrebbe minare la mission aziendale.










