“È un evento – l’esperienza di un evento, il suo ricordo – che ci lega a un luogo, che ci fa innamorare di una città, che ci spinge a tornarvi, come spettatori e attori di un rito da con-celebrare”. Un evento può innescare meccanismi di creazione di valore determinanti per lo sviluppo locale, in prospettiva economica, ambientale, culturale e sociale.
Cercola, Izzo e Bonetti esplorano le relazioni fra gli eventi e il marketing territoriale in un anno significativo nella geografia mondiale dei grandi avvenimenti. L’anno del Mondiale di calcio in Sudafrica, il primo nel Continente, disputatosi a distanza di quindici anni dalla Coppa del Mondo di rugby. Un evento, quello del 1995, che ha fatto la storia, diventando strumento di integrazione, seme di nuovi valori condivisi fecondato da una passione che per la prima volta ha unito un Paese spaccato, reduce dagli anni oscuri dell’apartheid. Non manca un avvertimento: “Ridisegnare la mappa urbana, risollevare aree marginali, costruire nuove infrastrutture, accelerare processi di cambiamento e attrarre investimenti, creare valore. Se, per un verso, l’organizzazione di un evento può contribuire sensibilmente al raggiungimento di tali finalità, non va sottovalutato il rischio di attribuire agli eventi un valore taumaturgico”.
Scongiurato il pericolo di un approccio superficiale, la strategia event-based genera molteplici benefici per un territorio: migliora l’immagine dell’area; attira flussi turistici e quindi risorse economiche; promuove investimenti per il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi; attrae talenti, finanziamenti e imprese dall’estero; sostiene il recupero e la riqualificazione ambientale e storica; reca impulso allo sviluppo di attività imprenditoriali e alla creazione di associazioni locali; moltiplica abilità e competenze della comunità; contribuisce a creare identità culturale e a rafforzare il capitale sociale.





Perché oggi si fa formazione in azienda anche con i giochi, i role playing, le simulazioni e gli altri esperienziali? Per esplicitare dinamiche e stimolare consapevolezze sul perché di certi comportamenti. Per rafforzare una trattazione teorica su argomenti come la comunicazione efficace nei gruppi di lavoro, l’analisi delle dinamiche con il potere, la leadership e la followership, la gestione dei conflitti, sempre più in aumento negli ambienti di lavoro. Ma anche per affrontare le diversità di pensiero e dei comportamenti e tutto ciò che accade dentro un team e che potrebbe minare la mission aziendale.










