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Francesca Romana Puggelli - Spot Generation

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Nel 1750 a.C. il codice di Hammurabi considerava un crimine punibile con la morte vendere qualcosa ad un bambino approfittando della sua buona fede.

Oggi, quattromila anni dopo, le cose sono molto cambiate, se si pensa che i bambini non solo sono esposti ai continui messaggi pubblicitari televisivi e non, ma stanno diventando il target più importante per gli uffici marketing delle grandi multinazionali tanto da parlare di “spot generation”.

Si stima infatti che un bambino americano guardando la televisione in media tre ore e mezzo al giorno arrivi alla maggiore età con 18mila ore di esposizione alla tv contro le 13mila ore trascorse in classe traendo sì dei benefici (capacità di comprensione degli stimoli composti da immagini e suono o effetti stimolanti di imitazione di quello che si vede e sente) ma anche di danni (come il pericolo della prevalenza delle funzioni uditivo-visive a scapito di quelle espressivo-verbali o la profonda attitudine al materialismo).

“Spot Generation”, libro scritto da Francesca Romana Pugelli, studia gli aspetti controversi della comunicazione pubblicitaria e dei suoi effetti sui bambini. Si parte dalla psicologia dello sviluppo e dell’età evolutiva, per comprendere il fenomeno e indagare quali sono i meccanismi persuasivi che agiscono sui bambini e quali gli effetti che la pubblicità genera, cercando, infine, di capire che cosa si può fare, a livello legislativo, comunicativo e famigliare, per migliorare il difficile rapporto tra bambini e pubblicità e sul ruolo che si trovano ad avere i pubblicitari.

Interessanti le sezioni dedicate all’analisi della pubblicità come rappresentazione sociale, come ideologia, come fonte di socializzazione e stereotipi e sulle dinamiche di influenza che riguardano i più piccoli; come i bambini capiscono e valuto gli spot, come questi ne condizionano i comportamenti in generale e quelli di acquisto in particolare.

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