Qual è il Paese col più alto Happy planet index, l’Indice del pianeta felice, stimato dalla New Economics Foundation di Londra sulla base dell’aspettativa di vita, della soddisfazione per la pienezza della propria esistenza e dell’impronta ecologica? Niente poco di meno che…la Costa Rica, come confermato anche da alcune altre indagini. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Forse nessuno, ma chi conosce bene le peculiarità di quella terra lontana non se ne stupisce.
È il caso di Bepi Costantino, giornalista e ingegnere barese che, per spiegare le ragioni di un successo che prescinde dagli sterili dettami del PIL e dalla convinzione che l’unico modello di sviluppo plausibile si basi sulla continua rincorsa al consumo e al profitto, ha scritto “Costa Rica, il Paese più felice del mondo”, libro in cui illustra le principali caratteristiche positive che consentono di realizzare, nella piccola (grande due volte la Sicilia) Repubblica presidenziale situata in America Centrale, tra Panama e Nicaragua, le condizioni per un benessere reale e realmente percepito.
Viene delineato il quadro di un Paese accogliente, senza esercito e dalla grande tradizione pacifica, assimilabile a una “Svizzera del Centroamerica”, dotato di una solida democrazia, che punta sull’istruzione e sulla cultura, sull’assistenza sanitaria e l’attenzione per la natura e l’ambiente; di una nazione che lascia che a parlare siano i fatti e i cui abitanti sono forse più felici “perché hanno semplicemente trovato il modo di vivere meglio credendo in valori sempre più nobili, ponendosi obiettivi sempre più elevati, con l’incredibile idea che tutto sia possibile. E forse lo è”.
E l’Italia? Come praticamente tutti gli Stati più ricchi e industrializzati, penalizzati da uno sviluppo ecologicamente insostenibile, occupa una posizione intermedia (69.a) nella classifica dei Paesi più felici. Come dire: la ricchezza non fa la felicità.





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