Tempo di crisi anche a tavola. Nel mondo occidentale si cerca di risparmiare affidandosi alle vecchie ricette della nonna, testimoni di antichi anni di disagio e di virtuosa economia. Ma quelle ricette non le si può trasportare nella cucina odierna e, soprattutto, nei mercati attuali che espongono alimenti con valori economici spesso invertiti. È il caso, per esempio, dei legumi o delle verdure che, relegati un tempo a cibo di secondaria importanza e, quindi, venduti a basso prezzo, oggi sono rivalutati e costano, percentualmente, di più. Inoltre sono cambiati costumi e abitudini e quel pane che, una volta, accidentalmente caduto per terra, si riprendeva, baciava e mangiava, oggi viene gettato. E, non solo se caduto per terra, anche soltanto se esso è avanzato.
Ogni anno, in Italia, finiscono tra i rifiuti alimentari (244.000 tonnellate) 12 tonnellate di pane, 43.920 di carne, 29280 di frutta e verdure.Li gettiamo perché non sapremmo cosa farne.
Manuela Maria Campanelli, biologa e giornalista professionista e Arianna Banderali, medico specialista in scienza dell’alimentazione e con qualifica di psicoterapeuta, nel volume “Ricette low cost – mangiare bene e sano spendendo poco” ci insegnano come non gettare e utilizzare, per pasti succulenti successivi, tanto “ben di Dio” che “da spreco si muta in risorsa”.
Bucce di mele diventano chip per aperitivo, economiche e a basso contenuto di calorie, le bucce di patate mutate crostini per zuppe, avanzi di pasta, di risotto, di pesce, di pane, variamente amalgamati e preparati, possono diventare, a loro volta, altrettanti piatti originali.
Le autrici si impossessano del nostro borsellino e ci guidano per i “luoghi della spesa” spiegandoci vantaggi e astuzie di discount, ipermercati, supermercati, scaffali (“i prodotti degli scaffali all’altezza di mani e occhi sono i più cari e i più superflui”) filiere (“privilegiare i prodotti freschi di filiera corta”), marche (“cercate i prodotti di marche sconosciute o secondarie”), etichette (controllare prima di acquistare).
“Imparare a far bene la spesa fa risparmiare 1.300 euro l’anno”.
Campanelli e Banderali, poi, presa la borsa che contiene gli alimenti acquistati con oculatezza e risparmio, ci accompagnano in casa e ci suggeriscono come usare e conservare i vari prodotti, come prepararne da sé altri (“vantaggiosi i dadi, yogurt, pane, pasta, ecc, fatti in casa”).
Ed ecco, quindi una sfilza di 88 ricette (quantità degli ingredienti, modalità di preparazione, calorie per persona) per antipasti, primi, secondi e contorni, dessert, tra fantasia e piatti per i 5 gusti. Denominatore comune: il basso costo poiché ogni piatto costa, al massimo 1,50 e, raramente 2 euro a persona.
Buon appetito e niente preoccupazioni per i successivi 30 giorni. Il portafoglio è al sicuro e anche la salute.





Perché oggi si fa formazione in azienda anche con i giochi, i role playing, le simulazioni e gli altri esperienziali? Per esplicitare dinamiche e stimolare consapevolezze sul perché di certi comportamenti. Per rafforzare una trattazione teorica su argomenti come la comunicazione efficace nei gruppi di lavoro, l’analisi delle dinamiche con il potere, la leadership e la followership, la gestione dei conflitti, sempre più in aumento negli ambienti di lavoro. Ma anche per affrontare le diversità di pensiero e dei comportamenti e tutto ciò che accade dentro un team e che potrebbe minare la mission aziendale.










