È il libro di un gruppo di persone che ama il Mezzogiorno. Che per amarlo, ha bisogno di capirlo. E per capirlo, lo studia. “Domani a Mezzogiorno”, a cura di Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo – e con scritti di Franco Adamo Balestrieri, Marco Esposito, Francesco Ronchi, Dario Scalella – è il risultato di una riflessione basata sui dati presentati nell’ultimo rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno). Una fotografia che conferma come società ed economia del Nord e del Sud del Paese, lungi dal convergere, “segnano una progressiva disarticolazione che, in un quadro di arretramento generale, vede il Mezzogiorno in crescenti difficoltà”.
È la storia di un divario che si ripete e anzi si aggrava. Ma è una storia che si può e si deve cambiare. I problemi sono noti: il gap competitivo, il drenaggio di risorse umane e finanziarie, lo spreco di risorse pubbliche. Nel libro si evidenzia come questi siano solo alcuni esempi emblematici di come sul piano nazionale siano state portate avanti politiche antimeridionalistiche e sul piano locale siano state portate avanti politiche “evanescenti”.
Oggi, all’alba di una nuova legislazione federalista, nel pieno della programmazione europea 2007-2013, e in fase di preparazione del quadro comunitario 2013-2020, la sfida è quella di trasformare i punti di debolezza in punti di forza e le minacce in opportunità. Perché se è vero che al Sud oggi c’è un vuoto di politica, impresa, infrastrutture e buone pratiche, è vero anche che il vuoto per sua natura può essere riempito e lo si può fare imparando dagli errori del passato. Anche da quelli di altre aree del Paese che, dopo un forte sviluppo, oggi accusano la crisi.
Basta cambiare prospettiva e considerare il Sud non come la palla al piede del Nord, ma come spazio economico e sociale in cui mettere le ali della crescita del Paese.
Intervista all'autora su "La Gazzetta dell'Economia" num. 15 del 17 aprile 2010, pag. 29





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