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Web TV: cala il boom ma sono più “mature"

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7° Rapporto Netizen – La ricerca ideata da Altratv.tv sui “digitalizzati”.

Un totale di 590 “antenne” distribuite in modo piuttosto omogeneo su tutto il territorio nazionale, con una densità maggiore nel Lazio (102), in Lombardia (85), in Puglia (63) e in Emilia Romagna (53). Le micro web TV sono aumentate in maniera minore rispetto all’ultima rilevazione, registrando una crescita del +11% nel 2011 (nel 2010 se ne contavano 533 con un aumento del +52% sull’anno precedente), ma sono più strutturate e con obiettivi più chiari.

 

Lo si ricava dal settimo rapporto Netizen, dedicato agli Internet Citizen, ovvero i cittadini digitalizzati videomaker. La ricerca annuale è ideata e promossa da Altratv.tv, osservatorio interuniversitario nato a Bologna nel 2004 e oggi vero e proprio network delle web TV italiane: la mappa interattiva pubblicata su www.altratv.tv recensisce le realtà sul web e consente di navigarle con un semplice clic nell’area geografica di interesse.

Le micro web TV italiane, espressione della cittadinanza attiva digitale “dal basso”, iniziano a fare sul serio, diventando vere e proprie start up. Questi canali svolgono un ruolo di presidio territoriale sempre più permanente, sostituendo o integrando in modo sinergico l’informazione locale, fino a qualche tempo fa a stretto appannaggio delle TV locali: informano sulla cronaca e sugli eventi del territorio (33%), denunciano ciò che non va (15% si occupa di inchieste), creano un filo diretto tra cittadini e istituzioni (7% ha rubriche specifiche). E, se i finanziamenti legati alla pubblica amministrazione diminuiscono attestandosi al 12%, migliorano i rapporti: per il 61% c’è riconoscenza e collaborazione tra web TV e PA (nello scorso anno il dato era fermo al 34%). Si incrementano in modo considerevole i rapporti commerciali con le piccole e medie imprese del territorio: l’80% delle web TV intrattiene rapporti di business, realizzando video su commessa (24%) o producendo pubblicità con preroll o banner (32%). Diminuiscono le web TV che si basano su donazioni o su risorse degli ideatori (il dato aggregato registra il 56%, sceso di meno della metà rispetto all’ultimo monitoraggio). Più business, con squadre più numerose (il 19% ha una squadra composta da 6 a 10 collaboratori) e mature (oltre la metà, il 53%, ha un’età compresa tra i 31 e i 40 anni, solo il 5% sono net-nativi). E una informazione che predilige il territorio comunicando ciò che accade (33%) e valorizzandolo (25%).

Fabio Traversa

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