Il fenomeno – Maggiore attenzione delle imprese.
Ecologia, riduzione dei consumi energetici, impatto ambientale, raccolta differenziata: tutte parole entrate a gran voce a far parte del nostro quotidiano.
Rispetto agli anni passati, molte aziende stanno utilizzando internet per diffondere questo messaggio e i siti non vengono più visti come una semplice vetrina, ma come un’utile arma per affascinare gli internauti, sempre più sensibili agli argomenti verdi. Il web 2.0 lascia spazio all’eco-web, per dirla con il termine coniato in rete dagli esperti attenti a combattere il global warming. Grazie a strumenti come social network e blog, internet è diventato il maggior strumento di informazione per l’ambiente.
Alcuni siti si adoperano per la diffusione della “green economy”, come Zero Impact Web, un sito che fornisce consigli per ridurre e compensare le emissioni di anidride carbonica derivanti dall´utilizzo di internet. Infatti, non tutti sanno che premendo il tasto del mouse per aprire una nuova pagina web o per inoltrare un’e-mail, produciamo qualche microgrammo di CO2. Questo perché la maggior parte dei server che ospitano siti, portali, blog, funzionano con energia elettrica “sporca”, cioè proveniente da fonti fossili.
Secondo una ricerca condotta dalla Harvard University di Boston, ogni ricerca in internet genera 7 mg di CO2, dovuti agli elevati consumi di elettricità. Si stima inoltre che l’Information Technology sia responsabile del 2% delle emissioni di CO2 europee, con circa 7 milioni di centri elaborazione dati e 40 miliardi di kWh consumati all’anno.
Alice Milia





Perché oggi si fa formazione in azienda anche con i giochi, i role playing, le simulazioni e gli altri esperienziali? Per esplicitare dinamiche e stimolare consapevolezze sul perché di certi comportamenti. Per rafforzare una trattazione teorica su argomenti come la comunicazione efficace nei gruppi di lavoro, l’analisi delle dinamiche con il potere, la leadership e la followership, la gestione dei conflitti, sempre più in aumento negli ambienti di lavoro. Ma anche per affrontare le diversità di pensiero e dei comportamenti e tutto ciò che accade dentro un team e che potrebbe minare la mission aziendale.










