di Gaetano Macario.
Da decenni si parla di “cultura d’impresa” e molte sono le definizioni in letteratura manageriale: dai comportamenti adottati regolarmente in un’azienda ai valori dominanti, alle regole o alla filosofia presenti, nonché all’atmosfera che un’Organizzazione/ Impresa comunica o al suo stile comportamentale, ecc.
Negli ultimi anni, soprattutto in conseguenza dell’evolversi degli scenari di crisi finanziaria e dell’economia reale, dovuta anche ad una competizione sempre più globale, oltre che a meri motivi di crisi di liquidità, le imprese sono chiamate a dover fronteggiare e superare nuove sfide, nonché ad orientarsi verso nuovi orizzonti, sempre più ambiziosi.
Molti stanno riscoprendo quanto sia fondamentale, in questo periodo, l’esistenza di una cultura d’impresa, quale elemento di sviluppo delle imprese e di miglioramento delle organizzazioni aziendali. Pare quindi, per alcuni, una scoperta nella gestione d’impresa e, per altri, un ritorno a concetti oramai basilari e da tempo noti.
Come potremmo definire allora la Cultura d’impresa? A parere di chi scrive, è importante soprattutto evidenziare che la “cultura” è un valore intangibile, non facilmente e materialmente misurabile, né tantomeno circoscritto o riconducibile all’interno di un recinto o di un contenitore. La cultura è il risultato della “conoscenza” e la conoscenza genera la scienza, che è in continua espansione.
Cultura d’impresa è sicuramente un insieme di conoscenze, di valori, di metodi, di competenze (expertise e best practices), di know how, ecc, che permette, a chi la possiede, di poter gestire in modo peculiare la propria organizzazione, ottenendo risultati positivi o negativi.
Molti sono, infatti, gli esempi di Organizzazioni o Aziende in cui una cultura d’impresa, pur presente, non ha permesso di realizzare percorsi di crescita, ma al contrario ha generato solo inefficienza e crisi d’impresa. Pertanto è importante considerare che la cultura d’impresa è soggettiva ed è legata alle singole realtà imprenditoriali e ai propri valori interni; non può essere standardizzata o replicata in egual modo in diverse aziende, in quanto realtà uniche e tra loro differenti per valori, vision, stili e capitale umano. Possiamo considerare, quindi, la cultura d’impresa un insieme distintivo di valori, di conoscenze e competenze di un’Organizzazione, capace di generare differenze positive o negative, in relazione alle rispettive decisioni strategiche.
La cultura d’impresa, in quanto positiva, presuppone un pensiero strategico orientato alla crescita e non al declino di un’Organizzazione; presuppone un orientamento verso il miglioramento dell’organizzazione aziendale; si caratterizza per una visione strategica che miri ad ottenere continui risultati di efficienza aziendale, per costruire nuovi vantaggi competitivi, nei confronti di altre imprese competitor e per generare un maggior valore per gli stakeholder.
La creazione di valore è il risultato di un sistema organizzato, nonché improntato sulle conoscenze e sulle competenze necessarie per poter affrontare con successo sfide continue e nuove, in modo da poter superare gli ostacoli di questa crisi epocale, e per costruire uno sviluppo sostenibile, tanto da considerare il valore generato dalla gestione come un “valore condiviso” non solo per gli shareholder ma per tutti gli stakeholder, diffondendo tale valore a beneficio di un sistema sociale e territoriale, connesso ed interdipendente con la stessa Organizzazione. Non è facile sintetizzare un argomento di tale ampiezza, ma sicuramente non si può non precisare che una cultura aziendale presuppone l’applicazione della metodologia del PDCA (Plan-Do-Check-Act), in cui tutte le risorse umane sono coinvolte, condividendo obiettivi, azioni, risultati e riesami, in una logica di miglioramento continuo, orientato a vincere nuove sfide e a raggiungere nuovi orizzonti.
Il ruolo strategico di una cultura aziendale è caratterizzato dal livello di condivisione e diffusione delle conoscenze e delle competenze, nonché delle capacità di implementare costantemente quella metodologia tipica della gestione strategica (analisi, pianificazione, realizzazione, controllo e ri-pianificazione).
Tale approccio permette all’Organizzazione, caratterizzata da tale metodologia, di sviluppare una serie di skill e di performance che daranno origine ad una serie di spirali virtuose di miglioramento interno ed esterno, conquistando costantemente nuovi vantaggi competitivi e permettendo un percorso di crescita e di sviluppo. Molte aziende, purtroppo, ritengono di investire poco tempo, nonché poche risorse finanziarie, nello sviluppo della cultura d’impresa, sottovalutando il valore di possibili percorsi formativi, mirati alle risorse umane interne o alla direzione aziendale, in quanto sono convinte che lo sviluppo aziendale si crea con il solo impegno e la sola determinazione nell’incrementare i risultati commerciali di breve periodo. Questi approcci mediocri distruggono nel medio termine non solo le loro realtà aziendali, ma anche e soprattutto un tessuto produttivo, economico e sociale.
È quindi fondamentale sensibilizzare gli imprenditori, in primis, e i manager alla comprensione del vero significato del valore della cultura d’impresa, in modo che non siano restii a sviluppare e condividere nuove conoscenze e nuove competenze, permettendo, in tal modo, alle imprese di individuare nuovi obiettivi ed intraprendere nuovi percorsi, in linea con una visione strategica di miglioramento continuo e di creazione di valore sostenibile.
Gaetano MACARIO
Docente a contratto di Gestione Aziendale
c/o Facoltà di Scienze della Formazione
Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Certified Management Consultant APCO ICMCI





Perché oggi si fa formazione in azienda anche con i giochi, i role playing, le simulazioni e gli altri esperienziali? Per esplicitare dinamiche e stimolare consapevolezze sul perché di certi comportamenti. Per rafforzare una trattazione teorica su argomenti come la comunicazione efficace nei gruppi di lavoro, l’analisi delle dinamiche con il potere, la leadership e la followership, la gestione dei conflitti, sempre più in aumento negli ambienti di lavoro. Ma anche per affrontare le diversità di pensiero e dei comportamenti e tutto ciò che accade dentro un team e che potrebbe minare la mission aziendale.










